LEGGERE CON ATTENZIONE - AVVERTENZE E MODALITA' D'USO

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sabato 31 dicembre 2022

Paura dei barbari di Petar Andonovski (Crocetti)

Paura dei barbari è il vincitore del Premio per la Letteratura dell’Unione Europea 2020

Spiros è entrato nella taverna e ha urlato a squarciagola: “Sono arrivati! Eccoli, si stanno avvicinando al porto!”. E senza chiedere chi fossero, tutti si sono diretti verso il porto di Karave. È allora che, sotto forma di barca sul mare calmo, la paura ha cominciato ad avvicinarsi.


Un'isola remota a sud di Creta, il punto più meridionale d'Europa, circondata da un'infinita distesa di mare. Per Oksana, arrivata dall'Ucraina dopo essere sopravvissuta al disastro di Chernobyl, l'isola è un sogno che ha la forma di una casa blu e bianca con un albero di limoni. Per Penelope, una donna greca cresciuta in un convento e costretta a sposarsi con uomo che non ama e non la ama, l'isola è una specie di prigione. Le loro due narrazioni, sapientemente intrecciate, ci mettono di fronte ai temi dell'alterità, e alle nozioni di "straniero" e "barbaro", interrogandoci sulla nostra identità e la nostra paura di accogliere il diverso. 
 

 

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venerdì 30 dicembre 2022

Il contrario di abitare di Fabrizio Sani (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

Guccini diceva che “il peccato fu creder speciale una storia normale”. Ma l’amore è per forza idealizzazione, trasformazione dell’idea di una persona in un’idea di assoluto, eterno, immutabile. Poco importa se, agli occhi degli altri, il nostro sentimento sia indifferente. Tutte le storie sono “normali”, per chi non ne è coinvolto. Quello che fanno gli artisti è descrivere i propri sentimenti non in virtù della persona amata, ma come elevazione di se stessi; è meravigliarsi di essere capaci di provare qualcosa che si era letto nei libri; è riconoscere quello specifico paio di occhi che, in questo inferno, non è inferno 

(dalla prefazione di Marco Nardone)

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Leviatano di Thomas Hobbes (Rizzoli)

Il Leviatano di Thomas Hobbes è un'opera filosofica fondamentale, che ha influenzato profondamente il pensiero occidentale e ha avuto un impatto duraturo sulla politica e sulla società.

Scritto nel 1651, il Leviatano è una critica radicale della società inglese del XVII secolo, in cui Hobbes sostiene che l'unico modo per garantire la pace e la sicurezza è quello di instaurare un potere forte e autoritario, che possa imporre l'ordine sulla popolazione. Hobbes sostiene che gli individui sono essenzialmente egoisti e che, senza un'autorità che li controlli, sarebbero portati alla guerra continua e alla distruzione.

Il Leviatano è un libro che suscita forti emozioni, sia positive che negative. Molti lo hanno elogiato per la sua lucidità e profondità di pensiero, mentre altri lo hanno criticato per le sue idee autoritarie e il suo pessimismo sulla natura umana. Indipendentemente dalle opinioni personali, tuttavia, il Leviatano è senza dubbio un'opera che merita di essere letta e considerata, poiché rappresenta una delle più importanti opere di filosofia politica della storia occidentale.


 

Il Discorso del metodo di René Descartes (Bompiani). Intervendo di Stefano Donno

Il Discorso del metodo di René Descartes è un'opera filosofica di fondamentale importanza che rappresenta un vero e proprio punto di svolta nella storia del pensiero occidentale. In questo testo, Descartes espone la sua famosa frase "Cogito, ergo sum" ("Penso, dunque sono"), che rappresenta la base della sua filosofia dell'epistemologia, ovvero della conoscenza.

Il Discorso del metodo è diviso in quattro parti. Nella prima parte, Descartes espone le ragioni che lo hanno spinto a intraprendere la sua ricerca filosofica e a sviluppare un metodo per arrivare alla verità. Nella seconda parte, egli presenta il suo celebre metodo di dubbio, che consiste nell'interrogarsi sulla verità di ogni cosa e mettere in dubbio tutto ciò che non può essere dimostrato con certezza. Nella terza parte, Descartes dimostra l'esistenza di Dio e il fatto che l'anima umana è immortale. Infine, nella quarta parte, Descartes espone alcune delle sue teorie scientifiche, tra cui la sua celebre teoria della dualità mente-corpo.

Il Discorso del metodo è un'opera di grande rilevanza perché rappresenta un punto di svolta nella storia del pensiero occidentale. Prima di Descartes, infatti, il pensiero filosofico era basato principalmente sull'autorità e sulla tradizione. Descartes, invece, sostiene che la verità può essere raggiunta solo attraverso il ragionamento e la logica e che è possibile mettere in dubbio tutto ciò che non può essere dimostrato con certezza. In questo modo, Descartes ha dato il via all'epistemologia moderna e alla filosofia della scienza, che hanno avuto un'enorme influenza sulla cultura occidentale.

In conclusione, il Discorso del metodo di René Descartes è un'opera filosofica di fondamentale importanza che rappresenta un vero e proprio punto di svolta nella storia del pensiero occidentale. Se siete interessati alla filosofia, vi consiglio vivamente di leggere questo testo.


 

To be Cannibal Corpse by Stefano Donno

Cannibal Corpse is an American death metal band from Buffalo, New York. Formed in 1988, the band has released 15 studio albums and is known for their gruesome and graphic lyrics, which often touch on themes of murder, torture, and the supernatural.

Cannibal Corpse was formed by vocalist Chris Barnes, bassist Alex Webster, guitarists Jack Owen and Bob Rusay, and drummer Paul Mazurkiewicz. The band released their debut album, "Eaten Back to Life," in 1990, which was followed by "Butchered at Birth" (1991) and "Tomb of the Mutilated" (1992). These early albums established Cannibal Corpse as one of the leading bands in the death metal genre, and they gained a devoted following among fans of extreme metal.

In the 1990s, Cannibal Corpse released several more albums, including "The Bleeding" (1994) and "Vile" (1996). These albums featured more complex song structures and more technical guitar work, and the band's popularity continued to grow. In the 2000s, the band released "Bloodthirst" (1999), "Gore Obsessed" (2002), and "The Wretched Spawn" (2004), which solidified their place as one of the most influential death metal bands of all time.

In addition to their music, Cannibal Corpse is also known for their elaborate and gory album artwork, which is often created by artist Vincent Locke. The band has faced censorship and controversy for their violent and explicit lyrics, and they have been banned from performing in several countries.

Despite the controversy, Cannibal Corpse remains a popular and influential band in the death metal scene. They continue to tour and release new music, and their dedication to their craft has earned them a loyal following among metal fans around the world.


 

To be Eraclito by Stefano Donno

Eraclito, also known as Heraclitus, was a Greek philosopher who lived in the late 6th and early 5th centuries BCE. He was born in the city of Ephesus, located in present-day Turkey, and is known for his contributions to the field of philosophy, particularly his ideas about change and the concept of logos.

Eraclito is perhaps best known for his concept of panta rhei, or "everything flows," which asserts that everything in the universe is constantly changing and in a state of flux. This idea is often represented by the metaphor of a river, with the river being a symbol of change and the individual experiences of life being like the water that flows through it. Eraclito believed that the only constant in the universe is change itself, and that individuals must learn to adapt and flow with this constant change in order to find happiness and meaning in life.

Eraclito's concept of panta rhei has had a significant influence on the development of Western philosophy, and his ideas have been explored and expanded upon by many philosophers throughout history. In particular, his concept of change has been explored in relation to the nature of reality, the concept of identity, and the idea of progress.

In addition to his ideas about change, Eraclito is also known for his concept of logos, which can be translated as "reason" or "word." Eraclito believed that the concept of logos was the underlying principle that governed the universe, and that it was the source of all understanding and knowledge. He argued that logos was eternal and unchanging, and that it was the foundation of all reality.

Eraclito's ideas about change and the concept of logos have had a lasting impact on the field of philosophy, and continue to be explored and debated by philosophers today. Despite the many centuries that have passed since he lived, his ideas remain relevant and continue to influence our understanding of the world around us.


 

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Il lago. Ritorno nei Balcani in pace e in guerra di Kapka Kassabova (Crocetti)

"Ho viaggiato in territori lontani. Ho tentato la fuga. E tuttavia sono qui, in riva al lago, in cerca di risposte," scrive Kapka Kassabova, che in riva ai laghi di Ocrida e Prespa ha le sue radici, in un incrocio di confini che separano Grecia, Albania e Macedonia del Nord. Un centro geografico che è anche un appuntamento, a lungo disatteso, con le storie della sua famiglia, attraversata dalle migrazioni e dai rivolgimenti della storia. Più di cent'anni fa partì la bisnonna lasciando il Regno di Jugoslavia per quello di Bulgaria, la imitò la nonna quando quegli Stati avevano già cambiato nome, e poi la madre, verso la Nuova Zelanda, e Kapka di nuovo in Europa. Una genealogia di sradicati: donne e uomini che ogni volta devono cominciare da zero in posti dove a stento sanno pronunciare i loro nomi, in cerca di una pace che può diventare perversamente elusiva. Mentre la storia dell'Europa centrale incombe alle loro spalle, tormentandoli con i fantasmi dei conflitti peggiori e la dolcezza delle tradizioni antiche. Queste pagine, all'esplorazione di un confine dove Oriente e Occidente si intrecciano mescolando lotte sanguinose e splendidi amori, ci interrogano su come la geografia e la politica si imprimano nelle famiglie e nelle nazioni, ponendoci di fronte alle domande più cruciali sulla sofferenza umana e sulla nostra capacità di cambiamento. 

 

 

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giovedì 29 dicembre 2022

La Critica della Ragion Pratica di Immanuel Kant - Intervento di Stefano Donno

La "Critica della Ragion Pratica" di Immanuel Kant è un'opera filosofica che si occupa della moralità e delle fondamenta della pratica umana. In questo saggio, esamineremo alcuni dei principali concetti e argomenti sviluppati da Kant nella sua opera, nonché alcune delle critiche che sono state mosse nei confronti della sua teoria morale.

Secondo Kant, la moralità umana è determinata dalla ragione e non dalle emozioni o dai desideri. Egli sostiene che esiste una legge morale universale e razionale, che egli chiama "imperativo categorico", che guida il comportamento umano. L'imperativo categorico è una norma morale che deve essere seguita indipendentemente dalle conseguenze che potrebbero derivarne.

Uno dei concetti centrali della filosofia morale di Kant è l'idea della dignità umana. Secondo Kant, gli esseri umani hanno un valore intrinseco e inalienabile, indipendentemente dalle loro capacità o dalle loro realizzazioni. Inoltre, Kant sostiene che gli esseri umani devono essere trattati come fine a se stessi, e non come mezzi per raggiungere altri scopi.

Un altro concetto importante sviluppato da Kant è quello della libertà umana. Egli sostiene che gli esseri umani sono liberi di agire secondo la loro volontà, a condizione che non violino la libertà degli altri. Inoltre, Kant afferma che la libertà umana è la condizione necessaria per la moralità, poiché solo gli esseri liberi possono agire moralmente.

Un'altra idea chiave sviluppata da Kant è quella della coscienza morale. Secondo Kant, la coscienza morale è il giudice interno che ci dice ciò che è giusto o sbagliato. Egli sostiene che la coscienza morale è basata sulla ragione e che ci guida verso azioni moralmente corrette.

Tuttavia, la teoria morale di Kant non è priva di critiche. Una critica comune è che l'imperativo categorico sia troppo astratto e difficile da applicare nella vita reale. Inoltre, alcuni sostengono che la teoria di Kant sia troppo rigida e non tenga sufficientemente conto delle circostanze specifiche in cui ci troviamo.


 

La Critica della Ragion Pura di Immanuel Kant - Intervento di Stefano Donno

La "Critica della Ragion Pura" di Immanuel Kant è un'opera filosofica che rappresenta una delle più importanti e influenti opere della filosofia moderna. Pubblicata nel 1781, questo saggio rappresenta un punto di svolta nella filosofia di Kant e ha avuto un enorme impatto sulla filosofia occidentale.

La "Critica della Ragion Pura" si concentra sulla natura della conoscenza umana e sui limiti della nostra capacità di comprendere il mondo. Kant sostiene che la nostra conoscenza non viene semplicemente trasmessa dal mondo esterno, ma che essa dipende anche dai nostri modi di pensare e di organizzare l'informazione. In altre parole, la nostra conoscenza del mondo è influenzata dai nostri schemi mentali, che ci permettono di comprendere le cose in modo coerente.

Secondo Kant, ci sono due tipi di conoscenza: la conoscenza sensibile, che dipende dai sensi e dall'esperienza, e la conoscenza razionale, che dipende dalla ragione. La conoscenza sensibile ci permette di comprendere il mondo fenomenico, ovvero il mondo che ci appare attraverso i nostri sensi. La conoscenza razionale, invece, ci permette di comprendere il mondo noumenico, ovvero il mondo come esso è in sé, indipendentemente dalla nostra percezione di esso.

Kant sostiene che la nostra conoscenza razionale è limitata dai nostri schemi mentali e dai nostri concetti a priori, ovvero quei concetti che precedono l'esperienza e che ci permettono di comprendere il mondo. Ad esempio, il concetto di spazio e tempo sono a priori, poiché sono necessari per comprendere qualsiasi esperienza sensibile. Tuttavia, Kant sostiene anche che questi concetti a priori non ci permettono di comprendere il mondo noumenico in modo completo, poiché essi sono limitati dalla nostra capacità di pensare e di comprendere.

Uno dei punti principali della "Critica della Ragion Pura" di Kant è la sua distinzione tra "fenomeni" e "noumeni". I fenomeni sono le cose come ci appaiono attraverso i nostri sensi, mentre i noumeni sono le cose come esse sono in sé, indipendentemente dalla nostra percezione di esse. Kant sostiene che non possiamo conoscere direttamente i noumeni, poiché essi sono al di là della nostra capacità

 


 

To be Zecharia Sitchin by Stefano Donno

Zecharia Sitchin was a Russian-American author and scholar who wrote several books on the ancient Near Eastern civilizations and their connections to extraterrestrial beings.

Sitchin's main thesis was that the Sumerian civilization, which flourished in Mesopotamia around 4000 BCE, had been visited and influenced by beings from another planet. He believed that these extraterrestrial visitors, known as the Anunnaki in Sumerian mythology, had helped to create the human race and had played a significant role in the development of human society.

Sitchin's ideas were based on his interpretation of ancient Sumerian texts, which he believed contained hidden meanings and encoded information about the Anunnaki and their interactions with humanity. He argued that the Sumerians had recorded their encounters with the Anunnaki in their mythology and had built elaborate structures, such as ziggurats, to honor and appease these beings.

Sitchin's theories were met with skepticism by many mainstream scholars, who pointed out that there is no scientific evidence to support his claims. Some critics have also argued that Sitchin's translations of ancient texts are highly speculative and are not supported by the original texts or by the broader context of ancient Near Eastern history.

Despite this criticism, Sitchin's books have been popular with a wide audience, and his ideas have influenced a number of other writers and researchers who have explored similar themes in their own work. However, his theories remain controversial and are not widely accepted within the academic community.


 

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La famiglia Shaw di Rebecca Kauffman (Sur)

Sette fratelli, sette destini diversi. 

Una splendida saga familiare americana.


Il nuovo romanzo di Rebecca Kauffman ruota attorno alle vicende di una famiglia della Virginia, gli Shaw, fra gli inizi del Novecento e la fine degli anni Cinquanta, seguendo i sette fratelli e sorelle e il modo in cui si riverbera nelle loro vite il trauma della morte prematura della madre, avvenuta in circostanze poco chiare. In una serie di capitoli che vanno avanti e indietro nel tempo illuminando ciascuno un piccolo evento carico di suggestioni, l'autrice ricama con sapienza la rete di rapporti, ricordi, incomprensioni e segreti che lega i personaggi: chi rimane nella casa paterna e chi ne fugge, chi trova l'amore e chi combatte una dipendenza, chi prova a dimenticare e chi cerca incessantemente risposte; sullo sfondo, la Grande Depressione, la seconda guerra mondiale, gli albori della controcultura.